Il costo della fidelizzazione dei clienti è la somma di tutto ciò che spendete per far sì che un cliente resti con voi per un certo periodo. In pratica, è il vero prezzo della fedeltà. Non è una singola voce di spesa: include tutto, dagli stipendi dell’assistenza clienti alle email di marketing, dal software per il programma fedeltà fino agli sconti che concedete.
Perché il costo di fidelizzazione è la vostra metrica più importante
È facile farsi trascinare dalla corsa ai nuovi clienti. Cercare continuamente nuovi contatti sembra l’obiettivo principale di qualsiasi azienda. Ma se il vostro asset più prezioso fosse proprio quello che avete già? Concentrarsi sul costo della fidelizzazione dei clienti è un cambio di prospettiva potente: vi porta fuori dal loop infinito dell’acquisizione e vi avvicina a una crescita più intelligente e sostenibile.
Detta in un altro modo: inseguire nuovi clienti è come cercare ogni giorno un nuovo terreno da coltivare. Costa tanto, richiede tempo e non sapete mai quanto renderà il raccolto. Fidelizzare, invece, è come prendersi cura di un giardino già avviato. Conoscete il terreno, sapete di cosa ha bisogno per prosperare e potete contare su risultati solidi anno dopo anno. L’investimento è più contenuto e il ritorno molto più prevedibile.
Il prezzo reale del trascurare i clienti esistenti
La logica economica che rende la fidelizzazione una priorità è difficile da ignorare. Non parliamo di differenze minime: la distanza, in termini di efficienza, è enorme. Acquisire un nuovo cliente può costare da cinque a 25 volte di più rispetto al mantenimento di uno già acquisito. Questo dato, da solo, mostra quanta pressione finanziaria si autoimpone un’azienda quando deve rimpiazzare continuamente chi se ne va. Su G2 trovate altre informazioni sugli elevati costi di acquisizione dei clienti.
Ma non è solo una questione di “risparmiare”. I clienti esistenti sono la vera superpotenza della vostra azienda, per diversi motivi:
- Entrate prevedibili: generano un flusso stabile e ricorrente, rendendo la pianificazione molto meno incerta.
- Maggiore redditività: i clienti fedeli spendono di più nel tempo e sono più propensi a provare prodotti o servizi a margine più alto.
- Feedback prezioso: offrono opinioni sincere che vi aiutano a migliorare ciò che vendete, rendendo l’esperienza migliore per tutti.
- Passaparola e advocacy: i clienti soddisfatti diventano i vostri migliori “marketer”, parlano di voi e portano nuovi contatti a costo zero.
Spostare l’attenzione dall’acquisizione alla fidelizzazione non significa rinunciare alla crescita. Significa costruire fondamenta molto più solide. Un basso costo di fidelizzazione dei clienti è un segnale chiaro di un’azienda sana, customer-first e costruita per durare.
Ritenzione dei clienti vs. acquisizione: una panoramica
Per capire davvero perché questa metrica conta così tanto, mettiamo le due strategie a confronto. Le differenze su costi, profittabilità e impatto complessivo sono lampanti.
| Metrica | Ritenzione dei clienti | Acquisizione dei clienti |
|---|---|---|
| Costi associati | Più bassi (supporto, programmi fedeltà) | Più alti (marketing, vendite, pubblicità) |
| Impatto sul profitto | Alto (acquisti ripetuti, upsell) | Basso (inizialmente, spesso in perdita) |
| Tasso di successo | Alto (60-70% di probabilità di vendita) | Basso (5-20% di probabilità di vendita) |
| Focalizzazione della relazione | Costruire fedeltà nel lungo periodo | Transazionale, puntare alla prima vendita |
Il succo è semplice: un approccio coltiva un asset di lungo periodo, l’altro è una corsa costosa e transazionale. Entrambi possono servire, ma un’azienda che ignora la retention sta lasciando sul tavolo una quantità enorme di valore.
Come calcolare i costi di retention
Capire che dovreste tracciare i costi di retention è una cosa; calcolarli davvero è spesso ciò che spaventa. Da dove si parte?
La buona notizia è che la formula è molto più semplice di quanto sembri. Non serve algebra avanzata: basta sommare le spese reali che sostenete per mantenere i clienti soddisfatti e farli tornare.
Pensatela come il costo di possedere un’auto. Non contereste solo la benzina, giusto? Mettereste dentro anche assicurazione, manutenzione, gomme e imprevisti. Allo stesso modo, il costo di fidelizzazione dei clienti è la somma di tutto ciò che spendete per nutrire le relazioni con i clienti già acquisiti.
Questa infografica scompone il customer journey e mostra come il focus passi dall’acquisizione alla fidelizzazione nel lungo periodo.

Come vedete, la fidelizzazione non è un’azione “una tantum”. È un processo continuo che richiede risorse e attenzione costanti.
La formula di base per i costi di fidelizzazione
Alla base, la formula è lineare: sommate tutte le spese legate alla retention in un periodo specifico e dividete il totale per il numero di clienti attivi.
Formula: Costi totali del programma di fidelizzazione / Numero totale di clienti attivi = Costo di fidelizzazione
Vediamo cosa significa davvero “Costi totali del programma di fidelizzazione”. Non è un singolo numero: è l’insieme delle risorse che investite per mantenere i clienti coinvolti, soddisfatti e fedeli.
Identificare le spese di fidelizzazione
Per ottenere un dato affidabile, dovete raccogliere tutti i costi pertinenti. Di solito rientrano in alcune categorie principali.
1. Team e stipendi:
Include gli stipendi (o una quota) delle persone che lavorano direttamente sulla gestione dei clienti esistenti.
- Customer Success Team: compensi e benefit dei customer success manager o specialist.
- Support Staff: una percentuale del tempo del team di assistenza dedicata ad aiutare in modo proattivo i clienti esistenti.
- Marketing Team: il tempo di email marketer o community manager impegnato in campagne per la base clienti già attiva.
2. Strumenti e software:
Piattaforme e applicazioni che usate per gestire la relazione e comunicare con i clienti.
- Software CRM: la piattaforma che centralizza i dati e traccia le interazioni.
- Software per programmi di fidelizzazione: il costo dell’abbonamento a strumenti come BonusQR per gestire premi e punti.
- Strumenti di email marketing: servizi per inviare newsletter, aggiornamenti e promozioni.
- Piattaforme di assistenza clienti: tool per ticketing, live chat o help desk.
3. Costi di coinvolgimento e loyalty:
Qui rientrano i costi diretti delle iniziative “fedeltà” (premi, vantaggi, promo).
- Sconti e promozioni: valore totale degli sconti riservati ai clienti esistenti.
- Ricompense: costo di prodotti o servizi regalati tramite il programma fedeltà.
- Customer appreciation: spese per omaggi, eventi o contenuti esclusivi per i migliori clienti.
Un esempio pratico di calcolo
Rendiamolo concreto. Immaginate una caffetteria di quartiere, “The Daily Grind”, che vuole calcolare il costo di fidelizzazione dell’ultimo trimestre.
Per prima cosa, somma le spese di retention:
- Costi del team: 5.000$ (quota dello stipendio di un manager dedicata al programma fedeltà).
- Costi del software: 900$ (abbonamenti a CRM, email e app loyalty per il trimestre).
- Costi del programma: 2.500$ (costo di caffè omaggio e sconti riscattati tramite l’app).
Quindi calcola i Costi totali del programma di fidelizzazione:
$5.000 (Team) + $900 (Software) + $2.500 (Programma) = $8.400
Durante quel trimestre, The Daily Grind ha avuto 700 clienti attivi nel programma fedeltà.
A questo punto inserisce i valori nella formula:
8.400$ / 700 clienti = 12$ per cliente
Fatto. The Daily Grind ha speso 12$ per mantenere ogni cliente attivo in quel trimestre. È un numero piccolo, ma potentissimo: diventa un benchmark chiaro per capire se le iniziative stanno funzionando e dove conviene investire per migliorare ancora.
Una volta ottenuto questo dato, potete confrontarlo con metriche come il valore di vita del cliente per assicurarvi che la strategia sia davvero profittevole. Per approfondire, consultate la nostra guida su come calcolare il tasso di fidelizzazione dei clienti.
L’impatto finanziario nascosto del churn
Conoscere il costo di fidelizzazione è un ottimo inizio. Ma il vero “shock” arriva quando guardate l’altro lato della medaglia: il churn. Un basso tasso di retention non è solo un numerino in dashboard; è un buco nel portafoglio dell’azienda. Ogni cliente che se ne va porta via con sé tutta la spesa futura, e vi costringe a investire cifre importanti in acquisizione solo per rimanere a galla.
Questo ciclo continuo di perdita e rimpiazzo frena la crescita in modo pesante. Non perdete soltanto vendite una tantum: perdete entrate prevedibili, passaparola gratuito e opportunità di upsell sui clienti più soddisfatti. Il “vero” costo della fidelizzazione si capisce quando vedete i danni che il churn lascia dietro di sé.

È come cercare di riempire una vasca con lo scarico completamente aperto. Potete aumentare il flusso del rubinetto (acquisizione), ma non andate mai avanti. L’unico modo per riempire la vasca è tappare lo scarico: retention.
L’effetto moltiplicatore dei piccoli miglioramenti
La relazione tra retention e profitti non è lineare: è esponenziale. Questo significa che anche un miglioramento minimo nella capacità di trattenere i clienti può far salire i profitti in modo sorprendente. Il motivo? I clienti esistenti costano meno da gestire e, in genere, spendono di più con il passare del tempo.
Non è solo teoria: i dati lo confermano. Le ricerche mostrano che aumentare la retention anche solo del 5% può far crescere i profitti dal 25% fino a un incredibile 95%. Una statistica così dice tutto: la fedeltà ha un impatto enorme sul conto economico, con un ritorno che l’acquisizione spesso non riesce nemmeno ad avvicinare.
Quando spostate il focus dal rimpiazzare clienti persi al sorprendere e soddisfare quelli che avete già, non state solo risparmiando: state attivando un vero motore di profitti sostenibili nel lungo periodo.
In fondo è un principio semplice: i clienti diventano più preziosi quanto più a lungo restano con voi. Comprano di più, si fidano di più e, prima o poi, iniziano anche a parlarne in giro.
Oltre la vendita iniziale: cosa vi costa davvero il churn
Quando un cliente se ne va, la perdita è molto più grande di una singola vendita mancata. I costi “invisibili” del churn possono mettere in ginocchio un’azienda che non li monitora. Ecco cosa state davvero perdendo:
- Ricavi futuri persi: la voce più pesante. Perdete ogni acquisto che quel cliente avrebbe fatto in futuro. È il suo Customer Lifetime Value (CLV), e cresce in fretta.
- Costi di acquisizione sprecati: advertising, marketing, vendite… tutto ciò che avete speso per acquisirlo diventa un costo ormai irrecuperabile, senza ritorno futuro. Sparito.
- Prova sociale negativa: chi se ne va insoddisfatto è spesso più propenso a lamentarsi (online o con amici) di quanto un cliente felice sia propenso a farvi pubblicità.
- Morale del team in calo: un churn alto è demotivante. Support e sales possono sentirsi intrappolati in una battaglia persa, con rischio di burnout e turnover.
Vista così, ignorare la retention è una scommessa ad alto rischio. Il piccolo investimento necessario per mantenere un cliente felice è spesso una frazione dei costi che arrivano quando lo perdete.
I programmi fedeltà come scudo finanziario
Ed è qui che un programma fedeltà ben fatto diventa uno degli strumenti finanziari più utili che possiate avere. Non è “regalare roba”: è un investimento strategico per tappare le perdite create dal churn. Premiare chi torna dà alle persone un motivo forte per scegliere voi invece di un concorrente.
Per una piccola attività può essere un vero game changer. Una semplice tessera digitale o un sistema a punti può determinare se una persona torna nel vostro bar, nel salone o in negozio. E riduce direttamente il costo di fidelizzazione dei clienti perché costruisce un legame sia economico che emotivo.
Ancora meglio: un programma fedeltà solido vi permette di riattivare i clienti prima che vi abbandonino. Per capire come questi programmi possono cambiare la vostra attività, scoprite i vantaggi dei programmi fedeltà che aumentano fidelizzazione e crescita. In definitiva, investire nei clienti che avete già è uno dei modi più sicuri per costruire un’azienda profittevole e resiliente.
L’aumento dei costi di acquisizione rende la fidelizzazione essenziale
Capire quanto spendete per la fidelizzazione è un primo passo importante. Ma tutto diventa ancora più chiaro quando guardate cosa succede dall’altra parte: il mondo caotico e costoso dell’acquisizione di nuovi clienti.
Coltivare relazioni già esistenti è un investimento abbastanza prevedibile. Acquisirne di nuove? È diventato un campo di battaglia sempre più competitivo e caro. E i costi non sono semplicemente “alti”: stanno salendo rapidamente.
Questo cambia completamente la matematica della crescita. Fino a qualche anno fa era più semplice permettersi di inseguire continuamente nuovi lead. Oggi, con spazi pubblicitari digitali affollati e mercati saturi, bisogna investire più che mai anche solo per farsi notare.
E non è un aumento marginale: negli ultimi cinque anni il costo per acquisire un nuovo cliente è cresciuto di quasi il 60%. Molte aziende oggi perdono in media 29 dollari per ogni nuovo cliente conquistato.
La nuova realtà dell’acquisizione
Immaginate l’acquisizione clienti come un’asta che non finisce mai. Tutte le aziende del vostro settore si contendono la stessa attenzione su Google, Facebook e Instagram. Più aumentano i “concorrenti” che fanno offerte, più salgono i costi per clic e impression.
Questa inflazione digitale mette soprattutto le piccole imprese in difficoltà. Per molte realtà, la prima vendita a un nuovo cliente è spesso in perdita. Se considerate advertising, overhead di marketing e costi del team sales, quell’acquisto iniziale non copre nemmeno ciò che è servito per portarli “dentro”.
La realtà di oggi è che la profittabilità raramente parte dalla prima vendita. Parte dalla seconda, dalla terza e dalla quarta. La vostra base clienti non è soltanto un gruppo di acquirenti: è il motore principale del profitto sostenibile.
Per capire fino in fondo perché la retention è così cruciale, aiuta comprendere la sua controparte costosa. Potete approfondire come misurare questi costi con la guida al calcolo del costo di acquisizione clienti.
Vedere i clienti come un asset strategico
Quando acquisire è così caro, i clienti attuali smettono di essere “solo” entrate e diventano il vostro asset strategico più importante. Offrono un percorso di crescita più stabile e prevedibile, indipendentemente dall’andamento dell’economia.
Ecco perché concentrarsi su chi avete già è spesso la mossa migliore:
- Immunità alle guerre di offerte: non dovete superare nessuno per parlare con un cliente che già vi conosce. La comunicazione è diretta, personale e molto meno costosa.
- Probabilità di conversione più alte: vendere a un cliente esistente ha una probabilità del 60-70%. Con un nuovo prospect? Solo 5-20%. Il percorso verso il fatturato è più breve e sicuro.
- Margini più sani: senza costi di acquisizione ripetuti, ogni vendita successiva ha margini decisamente migliori. È qui che l’azienda inizia davvero a guadagnare.
Costruire un “fossato” attorno al vostro business
In uno scenario così, una strategia di retention forte funziona come un fossato difensivo. Mentre i competitor bruciano budget per convincere perfetti sconosciuti, voi rafforzate le relazioni con chi è già vicino al vostro brand.
Questo non significa smettere di fare marketing o rinunciare alla crescita. Significa ribilanciare le priorità.
Investendo anche solo una parte del budget in programmi fedeltà, servizio eccellente e comunicazione personalizzata, costruite una base più stabile. Questa base vi garantisce il cash flow prevedibile utile per affrontare oscillazioni di mercato e finanziare acquisizioni più mirate quando serve.
In definitiva, l’aumento del costo di acquisizione dei clienti ha ribaltato le regole del gioco. L’obiettivo non è riempire più in fretta un secchio bucato, ma chiudere i buchi. Ogni euro investito per mantenere un cliente è un euro risparmiato in un mondo di acquisizione sempre più costoso e incerto.
Strategie collaudate per migliorare la fidelizzazione dei clienti
Conoscere i numeri è metà della battaglia. L’altra metà è trasformarli in un piano di retention intelligente e sostenibile. Ridurre il costo di fidelizzazione dei clienti non significa tagliare il servizio: significa investire in modo proattivo per creare legami solidi con le persone che già comprano da voi.
Non è teoria: è un set di tattiche pratiche e collaudate che fanno sentire i clienti apprezzati, ascoltati e felici di restare. Pensatele come la miglior difesa contro il churn e la via più affidabile verso una crescita profittevole.

Progettare un programma fedeltà che funzioni davvero
Un programma fedeltà ben costruito è uno degli strumenti più diretti per aumentare la retention. Non è solo “fare sconti”: è creare un sistema che premi la continuità e faccia sentire i clienti parte di qualcosa.
Per un bar può essere una tessera digitale che regala un caffè dopo dieci consumazioni. Per un e-commerce, un sistema a punti in cui ogni euro speso avvicina a sconti futuri o prodotti esclusivi.
La chiave è renderlo semplice, utile e immediato. Un programma complicato crea attrito e fa perdere entusiasmo. Un programma ben fatto, invece, dà un motivo forte (economico ed emotivo) per scegliervi ogni volta, anche quando un concorrente prova a sedurre con un prezzo più basso.
Offrire un customer service proattivo e personalizzato
Aspettare che un cliente si lamenti è una strategia perdente. Le migliori iniziative di fidelizzazione sono proattive: anticipano bisogni e risolvono problemi prima che diventino “grandi”. Può voler dire contattare il cliente dopo l’acquisto per assicurarsi che sia tutto ok, oppure inviare consigli pratici per usare al meglio ciò che ha comprato.
L’altra metà è la personalizzazione. Oggi le persone si aspettano che le conosciate davvero. Chiamarli per nome in un’email è il minimo. La personalizzazione vera è consigliare prodotti in base agli acquisti passati, riconoscere la loro storia con il brand e proporre offerte che sembrano pensate apposta per loro.
Quando le interazioni diventano personali e di supporto, smettete di essere “una transazione”. Iniziate a costruire una fedeltà autentica, molto più difficile da rompere con una semplice promozione della concorrenza.
Il servizio clienti non dovrebbe limitarsi a risolvere problemi. Dovrebbe essere il motore principale con cui costruite relazioni e sorprendete le persone che avete faticato tanto a conquistare.
Creare un ciclo di feedback efficace
I vostri clienti si sentono ascoltati? Uno dei modi più rapidi per perdere qualcuno è farlo sentire ignorato. Creare un sistema che raccolga feedback, lo riconosca e lo trasformi in azioni concrete è fondamentale per la retention nel lungo periodo.
Non serve complicarsi la vita: bastano pochi metodi semplici ma molto efficaci:
- Sondaggi post-acquisto: inviate una survey breve e chiara subito dopo la transazione.
- Check-in regolari: per attività di servizi, una mail o una chiamata veloce per chiedere “come va?” può fare una differenza enorme.
- Riconoscere e agire: quando arriva un feedback (positivo o negativo), rispondete. E se fate un cambiamento grazie a un suggerimento, ditelo apertamente.
Chiudere il loop del feedback dimostra che ascoltate davvero e che le opinioni dei clienti contano. Questo crea partnership e li rende più inclini a restare, anche se altrove c’è una proposta leggermente migliore. Per altre idee, potete leggere anche queste strategie efficaci di fidelizzazione dei clienti.
Educare i clienti al successo
Un cliente informato è un cliente che ottiene risultati. E un cliente che ottiene risultati è un cliente che resta. Questo è ancora più vero se vendete un prodotto o un servizio complesso: se le persone non capiscono come usarlo, non ne vedranno il valore e prima o poi se ne andranno.
Create risorse che li aiutino a “vincere”:
- Video tutorial: contenuti brevi e chiari che mostrano come usare le funzionalità principali.
- Articoli di blog utili: risposte alle domande più comuni e consigli pratici.
- Webinar o workshop: sessioni live più approfondite, con spazio per domande e risposte.
Investendo nel successo dei vostri clienti, dimostrate che vi interessa davvero il loro obiettivo. Questo costruisce fiducia e vi posiziona come partner, non come semplice fornitore.
Per mettere insieme tutti i pezzi, ecco una panoramica rapida di come queste strategie si collegano a obiettivi e metriche concrete.
Strategie di fidelizzazione dei clienti ad alto impatto
| Strategia | Obiettivo primario | Metriche principali di successo |
|---|---|---|
| Programmi di fidelizzazione | Aumentare la frequenza di riacquisto e rafforzare l’affinità con il brand. | Tasso di acquisto ripetuto, Customer Lifetime Value (CLV), Tasso di riscatto |
| Assistenza proattiva | Risolvere i problemi prima che esplodano e aumentare la soddisfazione. | Customer Satisfaction (CSAT), Net Promoter Score (NPS), Churn Rate |
| Ciclo di feedback | Far sentire i clienti valorizzati e migliorare prodotti/servizi. | Tasso di risposta ai sondaggi, Numero di suggerimenti implementati, NPS |
| Educazione dei clienti | Aumentare adozione e utilizzo, dimostrando valore nel tempo. | Tasso di utilizzo/adozione, Customer Health Score, Volume ticket di supporto |
Tutte queste leve lavorano insieme per creare un’esperienza difficile da copiare per la concorrenza. Per una panoramica più ampia, consultate la guida completa alle potenti strategie di fidelizzazione dei clienti che possono aiutare qualsiasi business a crescere.
Le vostre principali domande sui costi di fidelizzazione, con risposte
Ok: avete visto i numeri e capito l’impatto. Ma è normale avere ancora qualche dubbio pratico. Considerate questa sezione come una chiacchierata veloce per sciogliere gli ultimi nodi prima di passare all’azione.
Vediamo le domande più frequenti che emergono quando un’azienda inizia davvero a prendere sul serio la retention. Qui la teoria diventa pratica.
Che cos’è un buon tasso di fidelizzazione dei clienti?
È la classica domanda da un milione di dollari, ma non esiste una risposta unica. Un “buon” retention rate varia moltissimo per settore. Ad esempio, attività ad alta frequenza d’acquisto (retail, media) possono stare intorno al 63-65%.
Al contrario, modelli a contratto come SaaS o servizi finanziari puntano spesso all’80% o più. Il benchmark più importante, però, è il vostro.
L’obiettivo non è solo battere la media del settore, ma migliorare con costanza nel tempo. Un tasso di fidelizzazione che cresce, anche gradualmente, è uno dei segnali più forti di una strategia sana e realmente orientata al cliente.
Partite dalla situazione attuale e fissate obiettivi realistici e progressivi per il trimestre successivo. Il gioco, qui, è il miglioramento continuo.
Quanto spesso dovrei calcolare i miei costi di fidelizzazione?
Non esiste una frequenza valida per tutti. Dipende dal vostro modello di business e dal ciclo di vendita. La cosa che conta davvero è la costanza, perché è ciò che vi permette di vedere i trend.
Ecco due casi comuni:
- Per attività ad alto volume: se avete un e-commerce, una caffetteria o un retail con tante transazioni, calcolare i costi trimestralmente è un ritmo ideale: abbastanza frequente per capire se campagne e cambiamenti stanno funzionando.
- Per cicli lunghi: se lavorate con contratti annuali o vendite B2B più lente (software, consulenza premium), ha più senso calcolare i costi semestralmente o annualmente. È una finestra più coerente con il ciclo di vita del cliente e riduce l’effetto di oscillazioni di breve periodo.
In sintesi: scegliete un calendario coerente con la vostra attività e rispettatelo. Solo così potrete misurare i progressi e capire davvero l’impatto delle iniziative nel tempo.
È possibile un costo negativo di fidelizzazione dei clienti?
È un’idea curiosa, ma nella pratica è molto improbabile. Un “costo negativo” vorrebbe dire che i ricavi generati direttamente dalle attività di retention (ad esempio upsell fatti solo tramite il programma fedeltà) superano il costo complessivo di tutte le iniziative di fidelizzazione.
E dentro quel totale ci sono stipendi, software, sconti, premi… praticamente tutto. È una soglia molto difficile da superare.
Un obiettivo decisamente più realistico (e utile) è mantenere il costo di fidelizzazione ben al di sotto del Customer Lifetime Value (CLV). Un divario ampio e sano tra questi due valori dimostra che i vostri investimenti stanno generando ritorni importanti. Puntate ad aumentare quel divario.
Quali sono gli errori più comuni quando si cerca di ridurre i costi di fidelizzazione?
Quando un’azienda prova ad abbassare i costi di retention, spesso cade in trappole molto prevedibili (e dannose).
La prima è puntare quasi solo su sconti e premi. Sono utili, certo, ma abusarne può svalutare il brand e attirare persone fedeli solo alla prossima promozione, non a voi.
Un secondo errore frequente è la mancata personalizzazione dell’esperienza. Messaggi generici e identici per tutti fanno sentire i clienti un numero. In un’epoca in cui la personalizzazione è attesa, è il modo più rapido per diventare irrilevanti.
Infine, molte aziende raccolgono feedback ma non agiscono. A cosa serve chiedere opinioni se poi non usate quella miniera d’oro per migliorare? Le strategie di retention migliori si fondano su servizio eccellente, personalizzazione intelligente e una cosa semplice: dimostrare ai clienti che li state davvero ascoltando.
Pronti a costruire una base di clienti fedeli che continuano a tornare? Con BonusQR, potete lanciare in pochi minuti un programma di fidelizzazione digitale semplice ed efficace per la vostra piccola impresa. Smettete di perdere clienti e iniziate a costruire relazioni che portano crescita reale. Create oggi la vostra tessera digitale!
